Cittanova, nota località turistica dell'Istria in Croazia

Cittanova d'Istria, oggi chiamata anche Novigrad, è una città dell'Istria in Croazia, affacciata sul mare nella parte nord-occidentale della penisola. Splendida località balneare e turistica, ben collegata con l'Italia e la Slovenia, custodisce dentro le sue mura un centro storico veneziano raccolto, da girare a piedi senza fretta.
La storia di Cittanova
Cittanova ha origini antichissime: compare per la prima volta nei documenti nel 599 e fino al XII secolo viene chiamata di volta in volta Neapolis, Civitas Nova ed Emonia. Per oltre tredici secoli è stata sede vescovile, dalla tarda antichità fino alla soppressione della diocesi nel 1831. Della lunga dedizione alla Serenissima Repubblica di Venezia parlano ancora oggi le mura difensive, la loggia sul mare e l'impianto stesso delle calli.
Dopo Venezia, Cittanova ed il resto dell'Istria vennero annesse all'Impero Asburgico, sotto l'Austria precisamente. La popolazione allora residente era in maggioranza di nazionalità e madrelingua italiana.
Superato il primo conflitto mondiale, in base al Trattato di Rapallo del 1920, l'Istria e Cittanova vengono annesse all'Italia, amministrate sotto la provincia di Pola.
La sconfitta italiana della seconda guerra mondiale porta Cittanova, come il resto dell'Istria nord-occidentale, a divenire confine, precisamente nella frazione di Antenal, lungo la foce del fiume Quieto, dell'allora costituito Territorio Libero di Trieste, nella zona B ad amministrazione jugoslava. In questo periodo, fino al 1954, anno in cui attraverso il Memorandum di Londra fu deciso il destino della zona B, che passò "de facto" alla Jugoslavia, anche in questo lembo d'Istria vengono perpetrate vessazioni contro la comunità autoctona italiana, che, sino al 1945, costituiva, pensate un po', quasi il 100% della popolazione residente a Cittanova d'Istria. Qui, come nel resto del Buiese, l'esodo non fu repentino, ma diluito negli anni, perché i connazionali di nazionalità, lingua e cultura italiana in fondo speravano che, un po' attraverso la tutela giuridica in teoria "garantita" dall'allora vigente Trattato di Parigi, si potesse creare un vero e proprio stato indipendente da Duino-Aurisina sino a Cittanova, con capoluogo Trieste. Ovviamente non andò così, e l'esodo si completò definitivamente attorno agli anni Sessanta.
Giuridicamente parlando, i confini vennero sanciti nel 1975 con il Trattato di Osimo. Cittanova ed il resto del Buiese (Umago, Buie, Grisignana, Verteneglio) passarono sotto la sovranità jugoslava prima e, nel 1991, divennero parte integrante della Repubblica di Croazia.
Attualmente a Cittanova vige il bilinguismo croato e italiano, e ai giorni nostri persiste una corposa minoranza nazionale italiana, che ha dato alla città anche due volti noti ben oltre i confini dell'Istria: Giovanni Cernogoraz e Angelica Zacchigna.
Il centro storico di Cittanova, un borgo gotico-veneziano
Se c'è una cosa da non perdere a Cittanova è il centro storico. Sta tutto su una piccola penisola chiusa dal mare, si gira a piedi in un'ora scarsa e ha conservato un'impronta veneziana che si legge a ogni angolo. Il modo migliore per entrarci è dal porticciolo del Mandracchio, il cuore peschereccio della città: le barche dei pescatori ormeggiano ancora qui, e lungo la riva si capisce subito che a Cittanova il mare è stato per secoli il pane quotidiano. Poco più avanti c'è Porporella, il porticciolo dove attraccano le imbarcazioni turistiche.
Il centro è racchiuso dalle mura, costruite nel XIII secolo durante il dominio veneziano su resti che si ritengono tardoantichi e poi rimaneggiate più volte. I tratti meglio conservati e i resti delle torri si vedono in via Mandracchio, a Porporella e in Largo Venezia, e la passeggiata che corre lungo le mura fa anche da spiaggia cittadina, bellissima la sera. Davanti alle mura, nell'acqua bassa, affiora lo Sperone, un molo di pietra che in origine era un muro difensivo costruito nel Trecento per impedire l'accesso dal mare poco profondo: oggi ci si stende al sole, si legge e si pesca. Cittanova fa parte dell'associazione internazionale delle città murate.
Al centro della cinta muraria si apre la Loggia Belvedere, del XVI secolo, l'unica loggia cittadina dell'Istria costruita sul mare: tutte le altre stanno nelle piazze, all'interno dei centri storici. Restaurata nel 2019, è il punto migliore per vedere il tramonto sull'Adriatico. Accanto c'è la Porta a Marina, un passaggio ad arco che scende verso l'acqua e regala una delle vedute più belle della città: la chiave di volta porta la data 1649, ma l'arco fu portato qui solo nell'Ottocento dalla parte nord-occidentale dell'abitato. Da qui passavano i marinai delle navi ancorate a Porto Quieto per rifornirsi in città.
Il monumento più importante è la chiesa parrocchiale dei Santi Pelagio e Massimo, una basilica a tre navate di origine paleocristiana che fu cattedrale della diocesi fino al 1831. Dentro colpiscono l'altare barocco e il coro rialzato, sotto il quale si scende nella cripta preromanica, l'unica di questo tipo in Istria. Vale la pena guardare anche la facciata: quella in pietra, ormai cadente, fu rifatta in mattoni durante il ventennio, e sopra il portale si legge ancora l'incisione "XII EF", anno dodicesimo dell'era fascista. Il campanile, costruito nel 1883 sul modello di quello di San Marco a Venezia, è il terzo più alto dell'Istria e nei mesi estivi si può salire fino in cima. Sulla punta, dal 1913, c'è la statua di San Pelagio, in legno rivestito di lamiera di bronzo, montata su un perno che la fa girare con il vento. Dietro la chiesa, nel Parco del Vescovado, resta un bastione semicircolare medievale che è stato faro, presidio difensivo e, per generazioni di cittanovesi, luogo di appuntamenti e serenate.
Il carattere gotico-veneziano del borgo si scopre però soprattutto camminando con il naso all'insù. In piazza Pozzetto sono riemerse da sotto l'intonaco delle bifore tardogotiche, probabilmente provenienti da una delle chiese medievali che sorgevano dentro le mura, e nelle vie vicine si incontrano finestre in stile gotico di epoca veneziana, probabilmente quattrocentesche, che non si trovano in nessun'altra parte della città. In via Mandracchio un leone di San Marco murato in facciata ricorda chi ha comandato qui per secoli, fino alla caduta della Serenissima nel 1797.
Piazza Grande, il Lapidarium e Palazzo Rigo
Il salotto della città è Piazza Grande, dove ha sede il Museo Lapidarium, una delle più importanti raccolte di monumenti in pietra della Croazia: elementi architettonici e arredi liturgici che vanno dal I al XVIII secolo. Il pezzo da non perdere è il ciborio del vescovo Maurizio, della fine dell'VIII secolo, uno dei rari esempi di arte carolingia della zona, testimonianza dei tempi in cui Cittanova era sede vescovile. La raccolta è stata esposta per quasi trent'anni, dal 1964 al 1993, al pianterreno di Palazzo Rigo, e dal 2006 ha una sede tutta sua, un edificio contemporaneo costruito dentro il tessuto del centro storico. Vicino al museo si trova la cisterna cinquecentesca, composta da sei lastre di pietra decorate con il più antico stemma conosciuto di Cittanova, scolpito ai tempi del podestà veneziano Civran.
Il museo è attivo e vivace: oltre alla collezione permanente organizza mostre d'arte contemporanea, installazioni e performance, sia nel parco accanto sia nella Galleria Rigo. Quest'ultima occupa il pianterreno di Palazzo Rigo, residenza patrizia costruita nel 1770 dalla famiglia Rigo, la nobiltà cittanovese che per secoli ricoprì le cariche pubbliche più importanti della città. Il palazzo è un bell'esempio di barocco mitteleuropeo arrivato sulla costa istriana attraverso la Trieste teresiana. Prima di trasferirsi in centro, i conti Rigo vivevano in una residenza a Carpignano, poi diventata casa di campagna, che si vede ancora lungo la strada per Castania.
Prima di lasciare il centro, conviene fare un salto al Centro visitatori dedicato alla tradizione della pesca, vicino al Mandracchio. L'attrazione principale è una batana a grandezza naturale, la tipica barca da pesca istriana, accompagnata da attrezzi, vecchie fotografie e filmati che raccontano la vita dei pescatori cittanovesi.
Due cittanovesi della comunità italiana
Che la comunità italiana di Cittanova sia una realtà viva e non un ricordo lo dicono anche due nomi che dalla città sono partiti per arrivare molto lontano. Il primo è Giovanni Cernogoraz, nato a Capodistria nel 1982 e cittanovese, campione olimpico di tiro a volo. Il 6 agosto 2012, ai Giochi di Londra, ha vinto l'oro nella fossa olimpica battendo allo spareggio l'italiano Massimo Fabbrizi: è stato il primo esponente della comunità nazionale italiana dell'Istria a vincere un oro olimpico. A Cittanova la finale fu seguita su un maxischermo alla Comunità degli Italiani, con i familiari e il sindaco.
Il dettaglio più curioso arrivò dopo la gara. Davanti ai giornalisti, Cernogoraz chiese un interprete dall'italiano anziché dal croato: in casa la sua famiglia parla italiano e il dialetto istroveneto, e lui ha anche il passaporto italiano. Da allora la carriera è proseguita ai massimi livelli, con il titolo mondiale a Baku nel 2023, e ai Giochi di Parigi del 2024 ha portato la bandiera della Croazia insieme alla judoka Barbara Matić. Per anni ha lavorato come cameriere nel ristorante di famiglia, il Giovanni, gestito dal padre Valter a Stanzia Rosello, alle porte della città: all'ingresso erano esposti centinaia di trofei vinti in giro per il mondo.
Il secondo nome è quello di Angelica Zacchigna. Nel giugno 2016, a ventidue anni, questa studentessa di Cittanova ha vinto a Sebenico il titolo di Miss World Croatia, cioè la Miss Croazia che rappresenta il Paese a Miss Mondo, e a dicembre è volata negli Stati Uniti per la finale mondiale vicino a Washington, dove è entrata fra le dieci migliori nella prova di talento.
Il canto, infatti, era già la sua strada. Diplomata in canto jazz al Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste, oggi Angelica Zacchigna è una cantante e cantautrice italo-croata: ha inciso l'album Electro Way come voce del gruppo 1000Streets e il disco solista I am, e nella sua musica mescola influenze mediterranee, balcaniche e mitteleuropee, esibendosi da solista e con diverse formazioni.
Cosa vedere a Cittanova
Cittanova è una stupenda località balneare dell'Istria in Croazia. Il mare è tra i più limpidi, le spiagge di Cittanova sono in prevalenza naturali e di matrice rocciosa, anche se è molto facile e comodo farsi un bel bagno. Tra le spiagge più belle ci sono Mistral, Laguna e Sirena, molto vicine al centro della città. Più a nord invece spicca la spiaggia di Carpignano.
Nella frazione di Daila, affacciata sul mare, c'è la villa di Daila, l'unica villa storica dell'Istria costruita direttamente sulla riva. Proprietà della Chiesa dall'XI secolo, deve il suo aspetto neoclassico alla nobile famiglia Grisoni di Capodistria, che la tenne dal 1762 al 1860. Lasciata in eredità ai benedettini, fu monastero fino al 1947, poi casa di riposo, ed è chiusa dal 1989: si ammira da fuori.
Al livello di infrastrutture turistiche, Cittanova è ricca di ristoranti, dove si consiglia vivamente di assaporare il pescato locale, alberghi, campeggi ed appartamenti. Vicino a Cittanova c'è il noto parco acquatico "Istralandia", con moltissime attrazioni per trascorrere una giornata all'insegna del divertimento e del relax.
Una precisazione per chi ha in mano una guida di qualche anno fa: il museo Gallerion, la collezione dedicata alla marina austroungarica nata a Cittanova nel 2007, non si trova più qui. Nel febbraio 2023 la raccolta è stata acquistata dall'Acquario di Pola e trasferita in quella città, dove dal 25 agosto 2025 è esposta nell'ex maglificio Arena sulla riva, primo nucleo del futuro Museo navale di Pola.
Come raggiungere Cittanova
Cittanova, nell'Istria in Croazia, è una meta particolarmente vicina e comoda da raggiungere sia dalla Slovenia che dall'Italia. Dista da Trieste circa 50 km e dal confine sloveno-croato 25.
In auto Cittanova si raggiunge comodamente da Trieste. Superato il centro città seguire le indicazioni per Capodistria in Slovenia. Da qui il conducente può scegliere se uscire per Muggia, ultima uscita in Italia, e proseguire per Ancarano fino a Capodistria via litoranea, oppure pagare il pedaggio, la vignetta, e raggiungere la città.
Da Capodistria seguire le indicazioni per Portorose e Pola, quindi raggiungere il confine sloveno-croato di Dragogna. A questo punto imboccare l'autostrada A9 istriana ed uscire a Cittanova.
In nave sono frequenti, durante i periodi estivi, collegamenti marittimi da Trieste e Venezia. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Trieste e Portorose.









